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L'uso contemporaneo dell' O.T.C. e dell' Autofluorescenza per una prognosi affidabile in caso di " foro maculare chiuso " dopo intervento chirurgico

I ricercatori del Dipartimento di Oftalmologia dell'Univerità Nazionale di Taiwan, stanno per pubblicare su una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, l'American Journal of Ophthalmology, il risultato di una loro importante ricerca dove hanno osservato la estrema utilità dell'uso associato dell'Autofluorescenza e dell'esame O.C.T. ad alta risoluzione e di ultima generazione in caso di foro maculare chiuso in seguito ad intervento chirurgico per poter avere una maggiore capacità prognostica sulla migliore acuità visiva corretta di questi pazienti a distanza di tempo dall'intervento.

Sono stati studiati per oltre un anno, utilizzando esami diagnostici con auto fluorescenza e O.C.T. retina, 77 occhi che hanno avuto un ottimo risultato con l'intervento chirurgico, riportando la guarigione anatomica del foro maculare idiopatico.

Si è così potuto osservare che nei pazienti che avevano conservato intatto, dopo l'intervento, un particolare e sottilissimo strato della retina chiamato Membrana Limitante Esterna (ELM), osservabile solo con l'O.C.T. ed una normale auto fluorescenza, evidenziata con il fluorangiografo, si poteva già ipotizzare una buona acuità visiva corretta con lenti al termine del periodo di studio.

Questo studio evidenzia ancora una volta l'importanza di una tecnica di imaging diagnostico senza alcun rischio per il paziente perché non invasivo, quale l'O.C.T. per la diagnosi e il follow-up (l'osservazione nel tempo) dei pazienti con patologie retiniche.

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