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Le visite oculistiche possono predire il rischio di Alzheimer

Nuove ricerche scientifiche pubblicate sulla rivista scientifica internazionale “Traslational Psychiatry” suggeriscono come anomalie dei parametri vascolari retinici (RVPs) possano indicare un aumento della placca di amiloide a livello cerebrale e che possano essere utilizzate come biomarkers per la malattia di Alzheimer (AD) a livello preclinico.

Dai risultati dello studio Australian Imaging, Biomarkers, and Lifestyle (AIBL) Flagship Study of Ageing”, è emerso che i pazienti con AD mostravano un ampio ventaglio di anomalie vascolari retiniche (RVPs), compreso un restringimento delle vene ed un rapporto arteriole/venule (AVR) significativamente più alto.

La tomografia ad emissione di positroni per il componente B di Pittsburgh (Pib-PET) su pazienti senza ancora diagnosi di malattia di Alzheimer ha evidenziato che anche quelli con una placca neocorticale alta avevano alcune di queste lesioni vascolari retiniche, con, quindi, una possibile forma preclinica di AD.

I ricercatori ritengono che queste visite oculari possano rappresentare una altra possibilità diagnostica di semplice attuazione e non invasiva, sebbene una misura da non utilizzare da sola, in considerazione del fatto che la PET e la risonanza magnetica nucleare sono costose e non sempre disponibili dappertutto. Aggiungono che l’analisi fotografica retinica sia un valido aiuto per la diagnosi precoce della AD o per il monitoraggio della sua progressione o della risposta al trattamento.

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