• Dott. Paolo Del Gallo

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Occhio Secco

La sindrome da occhio secco una patologia multifattoriale dell'apparato lacrimale e della superfice oculare che determina sintomi di discomfort oculare, disturbi visivi ed instabilita' del film lacrimale con conseguente danno potenziale della stessa superfice oculare. E' accompagnata da un aumento della osmolarita' del film lacrimale e da un'infiammazione dela superfice oculare. Le lacrime svolgono un ruolo essenziale nel conservare l'integrita' della superfice oculare, proteggendola dall'aggressione dei batteri e salvaguardando la visione. Queste funzioni sono, a loro volta, dipendenti dalla composizione, concentrazione e stabilita' della struttura del film lacrimale. La alterazione, la riduzione o la scomparsa del film lacrimale possono danneggiare gravemente l'occhio. Questo, insieme a patologie associate, puo' condurre a secchezza oculare, aumentata incidenza di infezioni, ulcerazione e perforazione corneale.causata dalla riduzione della qualità e quantità delle lacrime.

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I sintomi più comuni includono il dolore da irritazione oculare, sensazione di sabbia o granuli, diminuzione della tolleranza alle lenti a contatto e aumentata sensibilità alla luce. Nelle prime fasi, i sintomi possono sembrare apparire e scomparire, ma generalmente peggiorano nel corso della giornata. La condizione è in genere trattata con prescrizione di lacrime artificiali e/o colliri o unguenti. La chiusura del sistema di drenaggio lacrimale (occlusione del puntino lacrimale) può migliorare i sintomi.

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La secchezza degli occhi colpisce milioni di persone in tutto il mondo. La condizione è più comune nelle donne dopo la menopausa, ma può colpire entrambi i sessi e tutte le età, compresi i bambini. I sintomi di secchezza oculare sono ben noti a chi ne soffre - irritazione, arrossamento, sensibilità alla luce, e la costante sensazione di corpo estraneo nell'occhio. Tuttavia, questi sintomi sono meno frequentemente riconosciuti da operatori sanitari, che spesso li trascurano o li minimizzano. Una più chiara comprensione della natura e delle cause della secchezza oculare può consentire ai pazienti di affrontare meglio la loro condizione e contribuire alla cura e al trattamento dei loro occhi.

     Cause di occhio secco     
Ci sono molte cause di secchezza oculare. L'invecchiamento è certamente un fattore importante,  in quanto persone con età avanzata secernono una minor quantita' di lacrime, portando cos a secchezza. Gli ormoni probabilmente giocano un ruolo centrale in quanto la secchezza degli occhi  e' più comune nelle donne rispetto agli uomini, soprattutto nelle donne in post-menopausa. Anche le malattie sistemiche, come la sindrome di Sjogren, l'artrite reumatoide, il lupus e la sindrome di Riley-Day e le malattie degli occhi che colpiscono le palpebre, la superficie dell'occhio o la cornea possono  causare o aggravare la secchezza oculare. Analogamente, le condizioni che influenzano la capacità dell'occhio di chiudere o serrare le palpebre  asciugano la superficie dell'occhio. Gli antistaminici, i tranquillanti, la pressione sanguigna, i medicinali per le patologie cardiache e altri tipi di farmaci possono causare la secchezza degli occhi. Anche le lacrime artificiali usate per trattare la sindrome da occhio secco possono effettivamente aggravare questa condizione, a causa  dei conservanti  che contengono. Alcuni pazienti sperimentano secchezza oculare dopo la chirurgia refrattiva. Vi è una diminuzione della produzione di lacrime dopo la LASIK e la PRK che può persistere per  3-6 mesi. Questo può essere abbastanza talmente grave da richiedere frequenti somministrazioni di sostituti lacrimali artificiali.

     Il film lacrimale     
Il film lacrimale protegge l'occhio mediante  il lavaggio e l'allontanamento delle sostanze chimiche nocive e dei contaminanti ambientali dalla superficie oculare. Questo film protettivo, che copre la superficie dell'occhio, è come un sandwich a tre strati. Lo strato esterno o lipidico è molto sottile ed oleoso. Questo strato, che galleggia sulla superficie del film lacrimale come una chiazza d'olio sul mare, è secreto dalle ghiandole di Meibomio situate appena dietro le ciglia all'interno delle palpebre. Questo strato esterno impedisce l'evaporazione del film lacrimale; anomalie e malattie delle palpebre, come blefarite, orzaiolo e chalazio, causano un aumento dell'evaporazione delle lacrime e occhio secco. Lo strato intermedio o acquoso, viene secreto dalle ghiandole lacrimali e rappresenta la maggior parte del film lacrimale. Questo strato fornisce alla superficie dell'occhio ossigeno e varie sostanze nutritive. La sindrome di Sjogren e' una malattia sistemica caratterizzata da occhio secco e bocca secca, interessa la ghiandola lacrimale portando ad una diminuzione della componente acquosa della secrezione lacrimale. Lo strato interno delle lacrime, o mucina, è secreto dalle cellule caliciformi normalmente presenti sulla superficie dell'occhio. Questo strato riveste la superficie dell'occhio (epitelio) con una sostanza chiamata mucina, che permette alle lacrime di aderire alla superficie dell'occhio. Carenze di mucina possono causare secchezza oculare in pazienti con disturbi agli occhi causati da lesioni chimiche, sindrome di Steven-Johnson e pemfigoide oculare e malattie sistemiche causate da carenze nutrizionali. Le palpebre sono importanti anche per conservare il film lacrimale. Le palpebre, aprendosi e chiudendosi normalmente, distribuisconi le lacrime uniformemente sulla superficie dell'occhio (epitelio). Questo non si verifica in pazienti con posizione anomala o incompleta chiusura delle palpebre.

     La superficie dell'occhio     
L'epitelio evita che  batteri e altri microrganismi, sostanze chimiche o inquinanti possano entrare nell'occhio. L'epitelio e il film lacrimale formano la maggior superficie rifrangente dell'occhio e sono responsabili della visione nitida. Danni alla superficie oculare causano dolore, sensazione di corpo estraneo, ipersensibilita' alla  luce intensa, visione diminuita o offuscata, aumento del rischio di infezione e possibili reazioni allergiche o di tossicità con l'uso di colliri in pazienti con occhio secco.

 

     Diagnosi di occhio secco      
Ci sono molti metodi per studiare la sindrome da occhio secco.Il primo ed anche il piu' semplice e' il test di Shirmer

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Il test consiste nell’inserire dietro le palpebre inferiori delle sottili strisce di carta bibula, millimetrate, in modo da valutare la quantità di lacrime prodotta dal paziente. E’ un esame da eseguire prima di ogni altra procedura diagnostica e con luce ambientale attenuata. Misura sia la secrezione basale (a riposo) che quella riflessa delle lacrime. Se il valore è inferiore a 10 mm parliamo di iposecrezione. Test della secrezione basale (test di Jones): è una variante del test precedente. La differenza è che si instilla una goccia di anestetico locale nell’occhio e dopo 7 secondi si misura il grado di imbibizione della striscia di carta. Sottraendo il valore trovato con questo test da quello ottenuto con il test di Shirmer abbiamo approssimativamente il valore della secrezione lacrimale riflessa. Se questi valori sono inferiori a 5 mm sono da considerarsi patologici. Test di colorazione con fluoresceina: si utilizzano strisce di carta particolare colorate ad un’estremità con un colorante arancione ed inserite dietro la palpebra inferiore. Quindi, si osserva con luce blu cobalto della lampada a fessura. In quest modo è possibile valutare sia il break up time, cioe il tempo di rottura del film lacrimale e, quindi, della sua capacità a rivestire la superfice oculare; sia la eventuale presenza di aree di erosione della cornea e della congiuntiva conseguenti alla secchezza oculare.

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Un altro test semplice è quello con il Verde di Lissamina (Test di Van Bijsterveld) che consiste nell’applicare una striscia di carta dove è fissato il colorante verde ed osservare tra il primo ed il quarto minuto utilizzando la luce verde della lampada a fessura a bassa intensità. Da qui si ricava un punteggio legato alla quantità di settori corneo-congiuntivali colorati in modo puntiforme più o meno esteso. 

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      Il trattamento di occhio secco.     
Inizialmente, la secchezza degli occhi viene di solito trattata con colliri lubrificanti (lacrime artificiali) applicati fino a sei volte al giorno. A volte sono prescritte pomate per la notte. I colliri commercialmente disponibili non possono essere utilizzati troppo frequentemente perché contengono conservanti. L'abuso di questi colliri può provocare una rapida rottura del film lacrimale   aggravando cosi' la condizione di occhio secco. Questo rischio puo' essere evitato utilizzando colliri privi di conservanti in confezione monodose o con dispositivi di rilascio del collirio particolari, come il sistema “abak”. Le lacrime artificiali devono essere utilizzate per prevenire le irritazioni oculari e gli altri sintomi tipici in questi pazienti. Non è efficace utilizzare i colliri solo dopo che si sia verificata l'irritazione oculare. Se il disturbo persiste, il passo successivo consiste nel  chiudere i condotti di drenaggio lacrimale. Questo viene fatto con tappi in silicone o collagene (plug in)  inseriti nei condotti lacrimali che possono essere rimossi, se necessario. A volte, l'occlusione puo' essere definitiva con la cauterizzazione.E' stata provata l'efficacia degli omega 3 nella terapia della sindome da occhio secco in quanto intervengono fisiologicamente nel metabolismo della secrezione delle lacrime. Oggi, sono disponibili sul mercato diversi prodotti che contengono omega 3 da assumere per via orale.Inoltre, sono disponibili anche dei prodotti sotto forma di spray oculare in grado di alleviare i disturbi oculari grazie al loro contenuto in vitamina E che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stess ossidativo. I pazienti con l'occhio secco devono assumere un ruolo attivo nella cura dei loro occhi. Devono utilizzare i farmaci prescritti e proteggere i loro occhi dalle irritazioni. Inoltre, devono osservare quando e dove i loro sintomi peggiorano o migliorano in modo da informare il proprio medico per aiutarlo a  scoprire ciò che contribuisce alla loro patologia. 

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