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Trattamento della Cellulite

Fino ad oggi la cellulite è stata sempre identificata con il termine P.E.F.S. cioè “pannicolopatia-edemato–fibro–sclerotica”, ossia un processo cronico degenerativo del tessuto connettivo sottocutaneo, a eziopatogenesi ancora incerta sotto certi aspetti, ma sicuramente rappresentata da una alterazione dell’attività della matrice interstiziale, con microangiopatia cronica ad evoluzione fibrosclerotica.
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La cellulite è ormai considerata alla stregua di una vera malattia che colpisce il connettivo sottocutaneo; tra le concause si identifica un cattivo drenaggio cellulare, dovuto a una serie di disturbi di tipo circolatorio, emuntoriale e ormonale, che possono determinare un aumento del carico tossinico. La fisiopatologia di questi eventi deve essere interpretata come un meccanismo di difesa, messo in atto dall’organismo, che non riuscendo ad eliminare le tossine esogene e le tossine endogene, modifica la sua composizione e la sua struttura.
Una recente ricerca scientifica condotta dall’equipe del compianto Prof. Pasquale Motolese dell’Università degli Studi di Ferrara e pubblicata sull’European Journal of Aesthetic Medicine and Dermatology, ha messo in evidenza come anche gli ioni ferrosi e l’emosiderina, siano responsabili dell’infiammazione di tutto il tessuto interessato dalla cellulite. Ma da dove è scaturita questa ricerca? L’intuizione che ha avuto il Prof. Pasquale Motolese è che ci sia una correlazione con quello che succede a livello fisiopatologico in alcune malattie di tipo degenerativo, quali il morbo di Alzahimer, il Parkinson, la sclerosi multipla, l’atassia di Friedreich, etc, dove si riscontra una iper-permeabilità vascolare, con una deposizione di ioni ferro. È da questa riflessione che è nato il quesito: ci saranno ioni ferro anche nei tessuti interessati dalla cellulilte?
È bastato studiare la ritenzione idrica a carico degli arti inferiori, che si manifesta soprattutto nelle donne durante il ciclo ovulatorio, in seguito alla secrezione di progesterone, la quale porta a una maggiore permeabilità a livello del microcircolo, con fuoriuscita di liquidi all’interno del tessuto adiposo e si sono identificati gli ioni ferro. Questi ioni, se trasportati fuori dal circolo sanguigno, sono fortemente tossici e  soprattutto se vengono a contatto con i lipidi si attiva un processo di perossidazione, che porta ad una infiammazione graduale di tutto il tessuto. Si ha quindi un’attivazione di tutti i processi fisiologici di risposta a questa infiammazione, con conseguente riorganizzazione del tessuto connettivo che circonda le aree adipose e che rappresenta il primo passo verso la cellulite di tipo fibrotico.
AlidyaTM è il primo device iniettabile, approvato dal Ministero della Salute, specificamente indicato per la prevenzione ed il trattamento della lipodistrofia ginoide (cellulite).
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L’azione di Alidya TM si esplica tramite la solubilizzazione e, di conseguenza, la rimozione di questi elementi tossici extracellulari, nonché il ripristino della normale omeostasi cellulare, il che si traduce nel miglioramento delle zone affette o predisposte allo sviluppo della cellulite.
Quali sarebbero gli effetti di Alidya TM ?
Essi si esplicano attraverso una attività multidirezionale delle varie componenti del device iniettabile riassumibili in: rimozione e solubilizzazione degli elementi metallici interstiziali; alcalinizzazione della matrice (contrasto dell’acidosi ipossica); miglioramento dell’ossigenazione cellulare attraverso la liberazione di CO2; effetto scavenger e anti-perossidasico; induzione alla ristrutturazione della matrice grazie alla presenza di micro catene amminoacidiche strutturate secondo specifiche sequenze; riequilibrio osmolare dei comparti intra ed extracellulare.
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Come si effettua il trattamento?
AlidyaTM deve essere iniettato con la tecnica della mesoterapia nell’area affetta dalla cellulite in sedute settimanali.
Sono necessarie mediamente un minimo di 7 sedute nell’area specifica da trattare fino ad un massimo di 12 trattamenti con cadenza settimanale con 1-2 fiale per sessione, a seconda dell’estensione della zona da trattare.

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